La proteina C-reattiva (PCR) è una proteina prodotta dal fegato.
È rilasciata nel sangue, a poche ore di distanza dall’inizio di un’infezione, di un’infiammazione, o di un danno ai tessuti, in concentrazioni crescenti che spesso precedono la comparsa di dolore, febbre o altri disturbi.
La misurazione della PCR nel sangue è spesso combinata a quella della velocità di eritrosedimentazione (VES) ma non è sufficiente, da sola, per accertare (diagnosticare) una malattia specifica. È utile, invece, come indicatore generale di un’infiammazione, della sua gravità e per seguire nel tempo l’efficacia di una cura. Un aumento della sua concentrazione nel sangue può verificarsi dopo un attacco cardiaco, nelle infezioni estese a tutto l’organismo (sepsi) e dopo un intervento chirurgico.
La PCR si utilizza per valutare l’andamento di:
– malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI) – alcune forme di artrite – malattie autoimmuni – malattia infiammatoria pelvica (PID) – per rilevare la presenza di un’infezione durante il periodo di recupero dopo un intervento chirurgico o altre procedure invasive
Gli esami di laboratorio sono un elemento di supporto per la diagnostica!
Analisi Cliniche Minerva Corso Umberto I, 395 84013 – Cava de’ Tirreni (SA) Prenotazione: 089 464403 lab.minerva@libero.it
Effettuare il prelievo ad un figlio, per un genitore è sempre difficile. Ecco alcuni consigli per rendere la procedura poco traumatica e semplice anche per i bambini più piccoli.
Siate consapevoli del motivo della necessità del prelievo e di come avverrà: chiedete informazioni al pediatra o allo specialista che lo prescrive
Siate semplici e sinceri con il bambino: non nascondetegli ciò a cui dovrà sottoporsi, spiegate con parole adeguate alla sua età come si svolgerà, rassicuratelo sul fatto che sarete con lui.
Rassicurate il bambino che potrà esprimere i suoi dubbi e le sue preoccupazioni anche agli operatori sanitari, competenti e disponibili ad ascoltarlo. Evitate di promettere premi al bambino: in genere lui non li richiede. Evitate di associare alla puntura possibili punizioni (come ad esempio ”Se non fai il bravo il dottore ti fa la puntura”).
Non nascondete al bambino che potrà sentire dolore, rassicuratelo sul fatto che “è abbastanza grande per tollerarlo”, che sarà sopportabile e che voi e gli operatori gli direte come fare per non sentirlo forte. Evitate parole che possano preoccupare il bambino: sanguinamento, buco ecc.
Informatevi anticipatamente sugli aspetti logistici e sulle procedure amministrative in modo che il giorno del prelievo il bambino non avverta confusione o difficoltà e senta invece che tutto è sotto il rassicurante controllo degli adulti“ che sanno cosa fare” per lui e a cui si affida.
Quando arrivate al Centro Prelievi espletate la procedura amministrativa, disponetevi con calma al vostro turno, evitate qualsiasi commento che possa indurre il bambino a pensare che ci sia qualcosa che non va o che sfugge al vostro controllo. Eventuali problemi organizzativi andranno discussi con il personale senza che il bambino ascolti.
Il Centro Medico Minerva offre la possibilità di eseguire le procedure amministrative in un tempo precedente il prelievo per consentire di evitare l’attesa.
Giungete all’attesa attrezzati: distraete il bambino con la sua lettura o il suo video gioco preferito; se è piccolo portate con voi il suo oggetto preferito o il succhiotto o un piccolo biberon con acqua zuccherata da proporre più tardi al momento del prelievo.
Portate fogli e colori per disegno per aiutare il bambino a passare il tempo .
Al momento del prelievo entrate con calma e sicurezza, rimanete con calma vicino al bambino, mantenendo i contatto fisico (essergli accanto o tenendogli la mano). Se uno dei genitori sa di essere impressionabile o sa di poter reagire agitandosi, è meglio affidare il bambino al genitore più tranquillo o agli operatori stessi.
Mettete in atto comportamenti che possono ridurre la percezione del dolore e che variano a seconda dell’età
Neonati e Bambini prima infanzia (0-5 anni): Parlate a bassa voce e non fate movimenti bruschi ed improvvisi che li possano spaventare. Attivare stimolazioni sensoriali piacevoli come il cullare, ninnare con canzoncine, carezzare, offrirgli succhiotto o biberon con acqua dolcificata.Distrazione Focalizzare l’attenzione su stimoli diversi dalla puntura, esempio guardare un libricino o cantare una canzone, ecc.
Dai 6 anni in poi: I bambini più grandi potranno essere guidati a respirare profondamente al momento della puntura “contando i respiri che servono per fare il prelievo “. Può essere ricordato un evento piacevole o invitarlo a seguire una fantasia piacevole, aiutandolo con la guida della vostra voce nell’immaginare visivamente nei dettagli un luogo o un evento. E’ molto utile aiutare il bambino a rilassarsi
Adolescenti: Aiutateli rassicurandoli che potranno esprimere ogni loro dubbio al personale sanitario, che risponderà loro con lealtà come ad un adulto. Invitateli a portare con sé libri video giochi per passare il tempo e distrarsi. Aiutate anche i vostri figli a comprendere come si debbano affrontare con decisione le piccole prove di coraggio e che ciò li rende più forti.
Gli esami di laboratorio sono un elemento di supporto per la diagnostica!
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Le patologie legate alla funzionalità intestinale possono manifestarsi con diversi sintomi.
Tra i più comuni possiamo indicare: stitichezza, meteorismo, diarrea, tensione addominale. Per essere sicuri che questi disturbi non siano la spia di problematiche più severe, è fondamentale rivolgersi al medico ed eventualmente effettuare delle indagini diagnostiche.
Esami del sangue
Attraverso gli esami del sangue abbiamo una prima e immediata indicazione sullo stato della nostra salute. In particolare per quanto riguarda lo stato dell’intestino, i valori a cui prestare attenzione sono l’emocromo e la proteina C reattiva.
L’emocromo può evidenziare la presenza di un’anemia tramite una diminuzione della emoglobina e dei globuli rossi, mentre un aumento della proteina C reattiva può suggerire la presenza di una infiammazione intestinale.
Test per la celiachia
In caso di dolore addominale (addominalgia), diarrea o gonfiore intestinale (meteorismo) può essere indicato sottoporsi al test per la celiachia mediante un semplice esame del sangue.
Il test misura il livello di anticorpi specifici, tra i quali anticorpi anti transglutaminasi (tTGA), anticorpi anti-endomisio (EMA) e anticorpi antigliadina (AGA), nei confronti di una proteine presente nel glutine.
Calprotectina
L’esame prevede la misurazione del livello di calprotectina in un campione di feci. La calprotectina è una proteina presente nei globuli bianchi, in particolare nei neutrofili. Durante un episodio infiammatorio che coinvolge l’intestino i neutrofili rilasciano questa proteina nelle feci.
Esami colturali sulle feci
Si eseguono su campioni di feci che sono sottoposti a valutazioni di tipo microscopico, chimico e microbiologico. In particolare, gli esami colturali rilevano la presenza nelle feci di microrganismi patogeni, come batteri e/o parassiti, associati alle infezioni intestinali.
Gli esami di laboratorio sono un elemento di supporto per la diagnostica!
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Presso il Centro Medico Minerva di Cava de’ Tirreni è possibile effettuare il dosaggio del CTX al fine di utilizzare il valore di questo marker di metabolismo osseo come strumento di screening.
Il CTX (telopeptide C-terminale del collagene di tipo I) è un marker sierico del turnover osseo.
Il CTX-telopeptide è il frammento carbossi-terminale della molecola di collagene, proteina della matrice ossea. Il suo dosaggio, su campione di sangue o urine, serve a monitorare il processo di formazione e riassorbimento dell’osso.
Valori elevati del CTX indicano che si sta consumando la matrice ossea e in questo caso l’osso non avrà la struttura adatta per la deposizione del calcio e quindi sarà meno resistente e più soggetto a fratture (osteoporosi).
Viene utilizzato insieme ad altri esami per una valutazione del metabolismo osseo in particolare nello studio dell’osteoporosi, in menopausa, insieme a Osteocalcina, Paratormone (PTH), calcio, fosforo, vitamina D.
Perché misurare i valori di CTX?
Se il dosaggio del CTX risulta più alto rispetto al normale è probabile che sia presente una condizione di osteoporosi con i sintomi tipici di una mancanza di calcio a livello osseo e quindi di una fragilità ossea che porta a dolore alla schiena, diminuzione della statura, atteggiamento del tronco curvo, frattura spontanea delle vertebre e del polso, rottura del femore.
Gli esami di laboratorio sono un elemento di supporto per la diagnostica!
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L’osteoporosi è una malattia dell’apparato scheletrico che causa una maggiore fragilità delle ossa, quindi un aumento del rischio di fratture – soprattutto di femore, vertebre e polso – che possono avvenire in seguito a traumi anche lievi.
Ginocchio
Prevenzione dell’Osteoporosi
Si parla spesso di osteoporosi come di una “malattia silenziosa”, che si preannuncia senza alcun sintomo specifico e si manifesta sotto forma di fratture da fragilità ossea.
Determinare attentamente e per tempo il proprio rischio individuale, soprattutto in presenza di fattori di rischio, è fondamentale per evitare problemi di questo tipo.
Diagnostica
La diagnosi prevede innanzitutto l’esecuzione della densitometria ossea (DEXA o MOC), un esame che consente di calcolare la densità minerale ossea e che di routine viene valutata a livello della colonna lombare e del femore prossimale. I dati ricavati vengono confrontati con quelli attesi, per poi esprimere un valore numerico chiamato T-score per i pazienti di età superiore ai 50 anni e Z-score per i soggetti più giovani.
Le Analisi del Sangue (routine)
Un primo gruppo di analisi da fare su persone osteoporotiche o osteopeniche consiste in esami generici del sangue che comprendono:
Lo scopo è evitare di focalizzarsi sull’osteoporosi quando in realtà essa potrebbe essere conseguenza di altre patologie o stili di vita.
Nel caso vi possa essere il sospetto di un’osteoporosi secondaria sarà discrezione del medico prescrivere altri esami di laboratorio più precisi.
Marcatori di turnover osseo
I marcatori, o markers, di turnover osseo sono esami che mirano a stimare indirettamente il processo di rinnovo delle ossa.
CTX (telopeptide C-terminale del collagene di tipo I)
Il CTX (telopeptide C-terminale del collagene di tipo I) è un marker sierico del turnover osseo.
Il CTX-telopeptide è il frammento carbossi-terminale della molecola di collagene, proteina della matrice ossea. Il suo dosaggio, su campione di sangue o urine, serve a monitorare il processo di formazione e riassorbimento dell’osso.
Valori elevati del CTX indicano che si sta consumando la matrice ossea e in questo caso l’osso non avrà la struttura adatta per la deposizione del calcio e quindi sarà meno resistente e più soggetto a fratture.
Viene utilizzato insieme ad altri esami per una valutazione del metabolismo osseo in particolare nello studio dell’osteoporosi, in menopausa, insieme a osteocalcina, paratormone, calcio, fosforo e vitamina D.
Contattaci per eseguire e prenotare il tuo esame!
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Laboratorio Minerva
Corso Umberto I, 395 84013 – Cava de’ Tirreni (SA)
Il test CEA (dall’inglese Carcino-Embryonic Antigen) misura il livello nel sangue dell’antigene carcinoembrionario, una proteina presente in alcuni tessuti del feto.
Prelievo dei campioni
Dalla nascita in poi, il CEA diminuisce di quantità sino ad arrivare, nell’adulto, a concentrazioni nel sangue molto basse.
L’esame consiste nel prelevare una piccola quantità di sangue inserendo un ago in una vena del braccio.
Occasionalmente, può essere eseguito su altri fluidi corporei, quali il liquido che si trova tra le due membrane che rivestono la parete e gli organi dell’addome (liquido peritoneale), il liquido che si trova tra le due membrane che rivestono la parete del torace e i polmoni (liquido pleurico), il liquido che si trova nelle meningi e esternamente al midollo spinale (liquido cerebrospinale).
Le concentrazioni di CEA nel sangue possono aumentare nei soggetti colpiti da alcuni tipi di cancro ma anche in altre malattie come la cirrosi, l’epatite, l’ulcera dello stomaco (ulcera peptica), la pancreatite, la colite ulcerosa e il morbo di Crohn, l’enfisema e l’ipotiroidismo.
I suoi valori, inoltre, possono essere più elevati nelle malattie benigne del seno, nei fumatori e nelle infiammazioni.
Per queste ragioni il CEA non è utile per accertare (diagnosticare) la presenza di un tumore ma ha un ruolo nella valutazione dell’efficacia delle cure nelle persone già malate e per controllarne nel tempo l’andamento.
La misurazione dei valori di CEA nel sangue è utilizzata anche come analisi di supporto nella valutazione clinica degli individui con alcuni tipi di cancro (più frequentemente, carcinomi del colon, del seno, del fegato, del polmone, dello stomaco, del pancreas).
Il medico utilizza principalmente la misurazione del CEA:
– per monitorare la risposta alle terapie e l’eventuale ricomparsa (recidiva) del tumore; – come indicatore della grandezza della massa tumorale presente (carico tumorale); -come supporto per determinare quanto è avanzata la malattia (stadiazione) e quale sarà la sua probabile evoluzione (prognosi); -per individuare la diffusione del tumore (metastasi).
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Il colesterolo è una sostanza grassa necessaria al corretto funzionamento dell’organismo: partecipa infatti alla sintesi di alcuni ormoni e della vitamina D ed è un costituente delle membrane delle cellule.
Prodotto dal fegato, può anche essere introdotto con la dieta: è contenuto, per esempio, nei cibi ricchi di grassi animali, come carne, burro, salumi, formaggi, tuorlo dell’uovo, fegato. È invece assente in frutta, verdura e cereali.
Trasporto nel sangue
Il trasporto del colesterolo attraverso il sangue è affidato a una classe particolare di particelle, quella delle lipoproteine.
Patologie Cardiovascolari
Esistono quattro tipi di lipoproteine, classificate in base alla densità, che è inversamente proporzionale alla quantità di colesterolo presente.
Le più importanti per la prevenzione cardiovascolare sono:
LDL, o lipoproteine a bassa densità: trasportano il colesterolo sintetizzato dal fegato alle cellule del corpo HDL, o lipoproteine ad alta densità: rimuovono il colesterolo in eccesso dai diversi tessuti e lo trasportano nuovamente al fegato, che poi provvede a eliminarlo.
IPERCOLESTEROLEMIA
Effetti sulla salute
Le LDL sono note nel linguaggio comune come “colesterolo cattivo”: quando sono presenti in quantità eccessiva, infatti, tendono a depositarsi sulla parete delle arterie, provocandone ispessimento e indurimento progressivi.
Questo processo, chiamato aterosclerosi, può portare nel tempo alla formazione di vere e proprie placche (o ateromi) che ostacolano il flusso sanguigno, o addirittura lo bloccano del tutto.
Esami di laboratorio!
L’esame di laboratorio per misurare il livello di colesterolo nel sangue (colesterolemia totale), a differenza della maggior parte degli esami clinici, non è utilizzato per accertare (diagnosticare) o monitorare la malattia cardiovascolare ma per stimare il rischio di svilupparla o, se già presente, di andare incontro a complicazioni.
Per questo motivo, il controllo della colesterolemia, assieme alla misurazione della pressione del sangue (pressione arteriosa), all’abitudine al fumo, alla presenza di diabete, può dare indicazioni sulla probabilità (rischio) di sviluppare una malattia cardiovascolare negli anni successivi, vale a dire prima che essa si manifesti realmente. In questo modo, identificando il rischio, è possibile realizzare un’efficace prevenzione.
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Quando si organizzano eventi di screening e diagnosi precoce spesso si pensa generalmente alla donna, esistono però anche per l’uomo mezzi strumentali e di laboratorio in grado di individuare eventuali patologie vascolari e neoplastiche sin dal loro stadio iniziale.
Festa del papà!
Gli uomini, specialmente i più giovani, sono spesso restii a parlare e preoccuparsi della propria salute.
La prevenzione però è l’unico valido strumento che abbiamo a disposizione per contrastare le malattie che possono interessare ragazzi e uomini di ogni età.
PSA ed altri esami del sangue!
Il tumore alla prostata è tra i più diffusi nella popolazione maschile: se individuato per tempo è altamente guaribile e per questo è consigliabile effettuare, a partire dai 40-50 anni, dei check-up annuali con visita urologica e misurazione del PSA, un antigene che funziona come spia: una variazione evidente dei suoi valori indica che qualcosa non va, che ci possa essere la presenza di una prostatite, ipertrofia prostatica benigna o di un tumore.
Esami del sangue e visite mediche
Esami del sangue: tramite questo esame è possibile controllare lo stato di salute generale del tuo corpo.
Visita cardiologica completa: infarto e ictus colpiscono soprattutto dopo i 50 anni. A partire da questa età è consigliato farsi vedere dal proprio medico di famiglia per la cosiddetta “stratificazione del rischio”, ovvero per stabilire le probabilità di andare incontro a eventi cardiovascolari nei cinque-dieci anni successivi.
Visita oculistica: necessaria per verificare la presenza di difetti della vista, come miopia, ipermetropia o astigmatismo, ma anche per verificare alterazioni della pressione oculare.
Visita otorinolaringoiatra e test audiometrici: per controllare la qualità dell’udito. Oltre il 12% degli italiani soffre di problemi all’udito ma solo il 3% di loro si sottopone a visita.
Autocontrollo dei nei: per la prevenzione del melanoma. Analizzare periodicamente lo stato dei tuoi nei, e verificare se cambiano di forma, colore o se sanguinano. Se la tua pelle è ricca di nei è consigliata anche una visita dermatologica una volta l’anno.
MOC (Mineralometria ossea computerizzata): questo semplice esame serve per verificare la salute delle ossa e prevenire l’insorgenza dell’osteoporosi, una grave malattia che colpisce l’apparato scheletrico.
Screening colon-retto: la ricerca di sangue occulto nelle feci è consigliata sopra i 50 anni, in Italia è attiva inoltre una campagna di screening gratuito. Se associata a colonscopia è in grado di individuare il 75% dei tumori del colon-retto.
Autopalpazione del testicolo: per prevenire il tumore del testicolo, il quale registra in Italia circa 2000 casi ogni anno e colpisce principalmente tra i 25 e i 49 anni, con una frequenza di crescita pari al 45% negli ultimi 30 anni.
Ai controlli medici da fare bisogna aggiungere uno stile di vita sano!
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Gli esami di laboratorio sono un elemento di supporto per la diagnostica!
Essere donna è il nostro percorso realizzato appositamente per le donne che vogliono eseguire nel corso del tempo degli screening preventivi.
Da tempo ormai nel senso comune è chiaro che per salvaguardare la nostra salute è importante la prevenzione.
Essere donna!
Le Analisi del sangue e gli esami strumentali ci permettono di tenere controllo il nostro stato di salute e di identificare eventuali criticità.
I passaggi dall’adolescenza all’età adulta e poi alla piena maturità femminile sono età cruciali: le buone abitudini si prendono a 20 anni, si mantengono a 30 e si rivelano ancora più preziose a 40. In questo un aiuto ce lo dovrebbe dare anche il medico di base, che conosce la nostra storia clinica e sa bene cosa va controllato e a quale età.
– Donna ed adolescente ( 20 anni)
PAP TEST – questo semplice esame va eseguito per la prima volta, in genere, con l’inizio dell’attività sessuale ma può tranquillamente essere praticato anche in una donna vergine. Si ripete ogni 2-3 anni, a seconda dei risultati. È in grado di individuare precocemente un cancro della cervice uterina, ma anche eventuali infezioni (Candida, Trichomonas, batteri). In caso di risultato dubbio può essere combinato con il test in grado di identificare la presenza del virus HPV, responsabile del cancro della cervice uterina (al momento non indicato come screening generale e per il quale è possibile vaccinarsi). L’effetto cancerogeno del virus si manifesta in genere almeno dieci anni dopo l’infezione.
L’AUTOPALPAZIONE DEL SENO – è una buona abitudine e consente di conoscere la struttura del proprio seno e di individuare precocemente eventuali alterazioni da segnalare al medico. Non sostituisce in nessun caso il controllo periodico con lo specialista.
ESAME PELVICO – Dobbiamo tenere sotto controllo le nostre ovaie, l’utero e il nostro apparato riproduttivo per essere sicure che tutto fili liscio, tenendo d’occhio il possibile presentarsi dell’endometriosi, anche pensando ad una futura maternità
COLESTEROLO – Da ripetere con frequenza indicata dal proprio medico curante se tutto è normale, si controlla grazie a un prelievo con siringa, ma è un esame importante per la nostra salute.
LA VISITA GINECOLOGICA – una donna dovrebbe vedere il proprio ginecologo almeno una volta l’anno. In questo modo può verificare la regolarità del proprio ciclo mestruale, l’assenza di infezioni batteriche o fungine, eseguire gli esami oncologici necessari, programmare una contraccezione adeguata. Il ginecologo è anche in grado di valutare, in base alla storia familiare della paziente, alle sue abitudini di vita e alla sua sessualità l’eventuale rischio oncologico individuale.
LA VISITA SENOLOGICA – spesso per far esaminare il proprio seno è sufficiente il medico di famiglia che, se ha dubbi o preferisce chiedere il parere di un esperto, può indirizzare la donna da uno specialista (chirurgo senologo). Questo è in grado di discriminare le patologie benigne del seno da quelle maligne con l’ausilio dell’ecografia che, in età giovanile, è l’esame di elezione per lo studio del seno. Le donne con forte familiarità (madre e sorelle malate) devono eseguire il test genetico per BRCA 1 e 2. Se fosse positivo bisogna ulteriormente accentuare i controlli (ecografi a semestrale e risonanza magnetica, una tecnica ancora sperimentale, ogni anno).
ESAMI E PERCORSI SUCCESSIVI
ESAMI PER LA TIROIDE – Cominciate a fare i test intorno ai 35 anni per controllare che non ci siano anomalie di funzionamento
PRESSIONE – È bene sapere qual è l’andamento della nostra pressione, quindi controlliamola di tanto in tanto
ESAMI GINECOLOGICI – Dobbiamo continuare gli esami ginecologici che facevamo già a 20 anni e seguire le indicazioni precise del nostro ginecologo
MAMMOGRAFIA – Da fare una volta l’anno per avere sempre la nostra situazione ben chiara e prevenire le malattie. La visita dalla ginecologa è particolarmente importante man mano che ci si avvicina alla menopausa
MOC – Le donne sono particolarmente soggette all’osteoporosi e per questo è necessario fare un check up dello stato di salute delle nostre ossa
COLONOSCOPIA – Serve per controllare l’eventuale insorgenza di un tumore intestinale ed è molto importante fare questo esame con regolarità
Presso il nostro laboratorio è possibile eseguire su consiglio medico esami diagnostici e di screening.
Puoi richiedere maggiori informazioni prenotando allo 089.464403
L’infezione da HIV (human immunodeficiency virus, virus dell’immunodeficienza umana) ha un andamento cronico, può non creare disturbi (essere asintomatica) per molti anni ed essere scoperta solo eseguendo il test specifico.
HIV test
In particolare, l’accertamento (diagnosi) dell’infezione da HIV si effettua mediante la ricerca nel sangue degli anticorpi specifici e dell’antigene denominato p24.
La misura della quantità di virus circolante nel sangue (viremia-carica virale), invece, è principalmente effettuata per seguire nel tempo (monitoraggio) l’andamento dell’infezione.
Per evitare di contagiare altre persone e per iniziare prima possibile le cure necessarie, è indispensabile che chiunque abbia avuto comportamenti potenzialmente a rischio di infezione effettui il test HIV nelle modalità raccomandate dal Ministero della Salute.
Quando si programma una gravidanza, o all’inizio del periodo di gestazione, è raccomandato eseguire il test HIV in modo da poter mettere in atto, qualora l’esito risultasse positivo, tutte le procedure possibili per ridurre il rischio di trasmissione del virus dalla madre al bambino (leggi la Bufala).
La legge n.135 del 1990 prevede espressamente che il test per la ricerca degli anticorpi anti HIV sia sempre effettuato nel rispetto delle garanzie di confidenzialità e riservatezza dei dati sanitari. Il decreto legislativo n.124 del 29 aprile 1998, richiamato anche nell’intesa tra stato, regioni e province autonome del 27 luglio 2011, all’art. 5, punto b, sottolinea la gratuità del test per la ricerca degli anticorpi anti HIV.
Il test si può eseguire negli ospedali o nei laboratori dei centri diagnostici, pubblici o privati, che siano autorizzati ad effettuarlo. È opportuno che, prima di sottoporvisi e al momeno della consegna del risultato, sia effettuato un colloquio informativo (counselling) sulle modalità di trasmissione e sulle possibilità di accertamento dell’infezione da HIV e delle infezioni sessualmente trasmesse (IST) da parte di personale sanitario adeguatamente formato.
Per maggiori e più approfondite informazioni, nonché per sapere se, quando e dove effettuare il test, ci si può rivolgere al proprio medico curante oppure al Telefono Verde AIDS e IST dell’Istituto Superiore di Sanità/Ministero della Salute (800861061), ai Servizi della ReTe AIDS, al sito Uniti contro l’AIDS nonché, più in generale, ai servizi informativi delle strutture pubbliche e delle organizzazioni non governative.
Le strutture dove fare il test HIV sul territorio italiano sono elencate presso il sito di Uniti contro l’AIDS.