Aumento dei livelli di trigliceridi – Analisi Cliniche Minerva

I trigliceridi sono i grassi (lipidi) più semplici presenti nel corpo umano.

La maggior parte dei trigliceridi presenti nel sangue è introdotta con l’alimentazione e solo una minima parte è prodotta dal fegato; i trigliceridi vengono trasportati nel sangue dalle lipoproteine (principalmente chilomicroni e VLDL – very low density lipoprotein).

Prelievo

I trigliceridi si accumulano nel tessuto adiposo, dove vengono immagazzinati come grassi e rappresentano la principale riserva di energia per l’organismo ed una barriera protettiva contro la dispersione del calore alle basse temperature.

AUMENTO DEI LIVELLI DI TRIGLICERIDI

L’eccesso di trigliceridi nel sangue (ipertrigliceridemia) aumenta sensibilmente il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, del fegato e del pancreas.

Particolarmente vulnerabili sono le persone che hanno già altri fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.

Quando sottoporsi all’esame della trigliceridemia:

Negli adulti sani si raccomanda di sottoporsi all’analisi dei lipidi, comprendente oltre al colesterolo totale, HDL, LDL, anche i trigliceridi, ogni 5 anni per valutare il rischio di malattie cardiovascolari.

Le persone che hanno già elevati fattori di rischio dovranno effettuare l’esame con maggiore frequenza, secondo le indicazioni fornite dal medico curante.

In generale, a valori elevati di trigliceridi nel sangue (ipertrigliceridemia) si associano anche quantità elevate di colesterolo totale e LDL.

Ciò dipende dalla presenza concomitante di alcuni fattori di rischio o di stili di vita sbagliati quali, ad esempio:

– sovrappeso/obesità
– sedentarietà/ridotta attività fisica
– dieta e abitudini alimentari scorrette
– abuso di alcol e diabete mellito
– malattie renali

La semplice correzione di tali fattori consente, nella maggior parte dei casi, di riportare il livello dei trigliceridi a valori normali.

Uno stile di vita sano ed una attività fisica svolta regolarmente e quotidianamente sono dunque efficaci sia nel prevenire, sia nel curare questa condizione di rischio.

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Corso Umberto I, 395 84013 Cava de’ Tirreni
Prenotazione: 089 464403 lab.minerva@libero.it

Ferritina ed esami del sangue. Analisi cliniche Minerva

La ferritina è la principale forma di accumulo del ferro nell’organismo; dal punto di vista chimico si tratta di una proteina con forma globulare (una sorta di sfera, costituita dalle catene della molecola avvolte su sé stesse) di peso molecolare elevato, caratterizzata da un guscio proteico e una parte centrale ove si deposita il metallo.

Esame ematico

PERCHÉ VIENE MISURATA?

I livelli sierici di ferritina vengono dosati quando si è diagnosticata, o si teme, uno stato di anemia, ossia una ridotta quantità di globuli rossi; di norma infatti le concentrazioni di ferritina nel sangue sono strettamente correlati alla quantità totale di ferro di riserva dell’organismo, metallo indispensabile alla produzione dei globuli rossi.

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Che cos’è l’antibiogramma? Analisi Cliniche Minerva

L’antibiogramma (ABG) è un test di laboratorio che consiste nel mettere un microrganismo a contatto con un antibiotico per valutare qual è l’antibiotico più efficace per quel batterio.

L’antibiogramma è in grado di fornirci il valore della MICconcentrazione minima inibitoria (minimal inhibitory concentration). La MIC è la concentrazione più bassa di antibiotico che risulta efficace per inibire la crescita di un batterio.

Coltura batterica

Quando si sospetta che il paziente abbia un’infezione, si prelevano di norma dei campioni colturali che vengono poi mandati al laboratorio della microbiologia per essere analizzati.

I campioni raccolti possono essere di svariati tipi: dal sangue per le emocolture, alle urine per l’urinocoltura, fino al broncoaspirato, al secreto nasale o ai tamponi effettuati sulle ferite. Si possono inoltre raccogliere materiali prelevati in sala operatoria, come campioni di liquido pleurico o peritoneale.

Lo scopo del prelievo di materiali è quello di evidenziare o meno la presenza di un agente patogeno che possa dare origine ad un’infezione.

Le indicazioni per il prelievo possono essere diverse, ma in linea generale è indicata una coltura qualora ci siano segni e sintomi che possano far pensare ad un’infezione, come febbre, indici di flogosi in aumento (es. proteina C reattiva–PCR), emodinamica instabile (ipotensione e tachicardia) o sintomi come bruciore alla minzione o fuoriuscita di materiale purulento da una ferita.

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Settembre. Mese di prevenzione e di analisi del sangue. Analisi cliniche Minerva

Gli esami del sangue costituiscono una strategia efficace per prevenire patologie, anche asintomatiche, di tipo infettivo o virale. Sono utili per effettuare una diagnosi completa su sospette allergie, carenze vitaminiche, intolleranze, alcuni tumori oppure malattie del metabolismo.

Esami del sangue

Le analisi del sangue consentono di effettuare un rapido check-up dell’organismo, valutando lo stato di salute generale degli organi interni, come ad esempio reni, fegato oppure tiroide, evidenziando eventuali patologie anche in stato embrionale.

Le analisi del sangue: una strategia mirata di prevenzione

Il prelievo è indolore, della durata di appena qualche secondo e assolutamente non invasivo. Consente di prevenire malattie più o meno gravi come il diabete, le nefropatie, le epatiti, alcuni tumori nonché problematiche relative a cuore e vasi sanguigni.

Associati alla raccolta di un campione di urine, gli esami del sangue sono utili per monitorare l’organismo dopo terapie e trattamenti con farmaci specifici. Inoltre, sono in grado di confermare la presenza di alcune malattie anche in assenza di sintomi particolari.

Aumento delle temperature ed ondate di calore. Analisi Cliniche Minerva

L’aumento della temperatura ha portato sempre più frequentemente a fenomeni ambientali e climatici estremi come piogge molto intense (comunemente indicate come bombe d’acqua), alluvioni, siccità e ondate di calore, vale a dire periodi di due o tre giorni di caldo molto intenso e secco, oppure di caldo molto umido e senza vento.

L’area del Mediterraneo è considerata particolarmente a rischio: in Italia negli ultimi 50 anni le ondate di calore hanno rappresentato, durante l’estate, un pericolo naturale diffuso e insistente, con un costante aumento delle temperature.

Insieme al crescente invecchiamento della popolazione italiana, le ondate di calore rappresentano una particolare minaccia per la salute di persone deboli e fragili come i malati cronici e gli anziani, spesso anche soli e poveri.

Il corpo umano possiede meccanismi naturali di raffreddamento: l’ipotalamo, una specifica regione del cervello, è la centralina che si occupa di regolare la temperatura del corpo (termoregolazione), normalmente controllata e mantenuta intorno ai 37 gradi centigradi (37°C).

Tale temperatura rappresenta l’equilibrio tra la quantità di calore che il corpo umano produce, con il suo metabolismo e le varie attività, e quella che riesce ad eliminare, ad esempio, attraverso il sudore.

Sudando, il corpo elimina circa il 75% del calore totale; non sempre, però, questi meccanismi funzionano correttamente. Se, ad esempio, l’umidità è molto elevata, il sudore evapora più lentamente e il calore corporeo non viene eliminato come dovrebbe: questo è il motivo per cui il caldo umido è percepito maggiormente rispetto a quello secco.

Se ciò accade, come nel caso delle ondate di calore, la temperatura del corpo aumenta troppo causando, a volte, danni a diversi organi vitali, compreso il cervello.

CONSIGLI UTILI

Le persone anziane e i bambini al di sotto dei quattro anni tendono a sudare di meno ed è per questo che sono considerati le fasce più deboli.

  • controllando le condizioni del traffico, evitando le ore più calde e facendo scorta di acqua. All’interno di un’automobile le temperature possono raggiungere velocemente valori molto elevati. Evitare di lasciare i bambini da soli in macchina, anche se per brevi soste: il colpo di calore nel bambino può verificarsi in soli 20 minuti
  • vestirsi con abiti comodi e leggeri, in fibre naturali (cotone, lino, etc.) e di colore chiaro aiuta a traspirare meglio e a non aumentare la temperatura del corpo; coprire il capo e utilizzare gli occhiali da sole sono altri utili consigli da seguire per proteggersi meglio dai raggi solari
  • fare particolare attenzione all’idratazione del corpo. Di norma è necessario bere almeno 2 litri di acqua al giorno, tranne non vi siano diverse indicazioni da parte del proprio medico. In caso di attività sportive o uso di farmaci diuretici è necessario aumentare la quantità di acqua per compensarne la perdita con il sudore ed evitare la disidratazione (quando la quantità di acqua persa dall’organismo è maggiore di quella assunta).  È sconsigliato l’uso di alcolici, vino, caffè, bevande zuccherate e gassate. Evitare l’uso di acqua o bevande ghiacciate soprattutto dopo esposizione al sole, durante o subito dopo i pasti per evitare la congestione
  • fare eventuale uso integratori di sali minerali solo dopo aver consultato il proprio medico curante
  • fare particolare attenzione all’assunzione di cibi adatti al caldo ed alimentarsi con una dieta corretta composta di pasti leggeri prevalentemente a base di frutta e verdura, non esagerare con i condimenti piccanti e preferire pesce e carni bianche (es: pollo, tacchino)

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Markets epatite: valutazione anticorpale

L’analisi dei markers dell’epatite, quindi la valutazione degli anticorpi presenti nel sangue, chiamati Ab, permette di conoscere se una persona è venuta a contatto con il virus dell’epatite in passato o se ha una infezione acuta in corso.

Queste analisi vengono eseguite per diagnosticare la presenza o meno di anticorpi antiepatite nel sangue e sono utili nel caso in cui si abbia un dubbio di aver contratto la malattia oppure nel caso in cui ci si voglia vaccinare.

Esistono diverse forme di epatite e, quindi, diversi tipi di analisi per sapere se si è
stati contagiati:

● Anticorpi antiepatite A di tipo IgG-IgM
● Anticorpi antiepatite A di tipo IgM
● Anticorpi antiepatite B di tipo HBc
● Anticorpi antiepatite B di tipo HBc IgM
● Anticorpi antiepatite B di tipo Hbe
● Anticorpi antiepatite B di tipo HBs
● Anticorpi antiepatite C

In particolare:
Anticorpi antiepatite A di tipo IgG-IgM: è utile per osservare se la persona è venuta a contatto con il virus dell’epatite A.
Anticorpi antiepatite A di tipo IgM: è utile per diagnosticare se l’infezione è acuta, cioè in atto.
Anticorpi antiepatite B di tipo HBc, HBc JgM, Hbe e Hbs: sono analisi che, viste globalmente, permettono di diagnosticare se la persona è venuta o meno in contatto con il virus dell’epatite B e se si trova in una fase acuta, di convalescenza o di guarigione.
Anticorpi antiepatite C: è una analisi che permette di diagnosticare se la persona ha contratto il virus dell’epatite C in passato o attualmente.

Esame

Si tratta di analisi di laboratorio che consistono in un semplice prelievo di sangue e che non richiedono alcuna specifica preparazione, anche se il digiuno è consigliato. L’assunzione di farmaci non influenza l’esito.

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A cosa serve misurare la PCR? – Analisi Cliniche Minerva

La proteina C-reattiva (PCR) è una proteina prodotta dal fegato.

È rilasciata nel sangue, a poche ore di distanza dall’inizio di un’infezione, di un’infiammazione, o di un danno ai tessuti, in concentrazioni crescenti che spesso precedono la comparsa di dolore, febbre o altri disturbi.

La misurazione della PCR nel sangue è spesso combinata a quella della velocità di eritrosedimentazione (VES) ma non è sufficiente, da sola, per accertare (diagnosticare) una malattia specifica. È utile, invece, come indicatore generale di un’infiammazione, della sua gravità e per seguire nel tempo l’efficacia di una cura. Un aumento della sua concentrazione nel sangue può verificarsi dopo un attacco cardiaco, nelle infezioni estese a tutto l’organismo (sepsi) e dopo un intervento chirurgico.

La PCR si utilizza per valutare l’andamento di:

– malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI)
– alcune forme di artrite
– malattie autoimmuni
– malattia infiammatoria pelvica (PID)
– per rilevare la presenza di un’infezione durante il periodo di recupero dopo un intervento chirurgico o altre procedure invasive

Gli esami di laboratorio sono un elemento di supporto per la diagnostica!

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Prelievo del sangue ai bambini. Ecco alcuni semplici consigli!

Effettuare il prelievo ad un figlio, per un genitore è sempre difficile. Ecco alcuni consigli per rendere la procedura poco traumatica e semplice anche per i bambini più piccoli.

  1. Siate consapevoli del motivo della necessità del prelievo e di come avverrà: chiedete informazioni al pediatra o allo specialista che lo prescrive
  2. Siate semplici e sinceri con il bambino: non nascondetegli ciò a cui dovrà sottoporsi, spiegate con parole adeguate alla sua età come si svolgerà, rassicuratelo sul fatto che sarete con lui.
  3. Rassicurate il bambino che potrà esprimere i suoi dubbi e le sue preoccupazioni anche agli operatori sanitari, competenti e disponibili ad ascoltarlo. Evitate di promettere premi al bambino: in genere lui non li richiede. Evitate di associare alla puntura possibili punizioni (come ad esempio ”Se non fai il bravo il dottore ti fa la puntura”).
  4. Non nascondete al bambino che potrà sentire dolore, rassicuratelo sul fatto che “è abbastanza grande per tollerarlo”, che sarà sopportabile e che voi e gli operatori gli direte come fare per non sentirlo forte. Evitate parole che possano preoccupare il bambino: sanguinamento, buco ecc.
  5. Informatevi anticipatamente sugli aspetti logistici e sulle procedure amministrative in modo che il giorno del prelievo il bambino non avverta confusione o difficoltà e senta invece che tutto è sotto il rassicurante controllo degli adulti“ che sanno cosa fare” per lui e a cui si affida.
  6. Quando arrivate al Centro Prelievi espletate la procedura amministrativa, disponetevi con calma al vostro turno, evitate qualsiasi commento che possa indurre il bambino a pensare che ci sia qualcosa che non va o che sfugge al vostro controllo. Eventuali problemi organizzativi andranno discussi con il personale senza che il bambino ascolti.
  7. Il Centro Medico Minerva offre la possibilità di eseguire le procedure amministrative in un tempo precedente il prelievo per consentire di evitare l’attesa.
  8. Giungete all’attesa attrezzati: distraete il bambino con la sua lettura o il suo video gioco preferito; se è piccolo portate con voi il suo oggetto preferito o il succhiotto o un piccolo biberon con acqua zuccherata da proporre più tardi al momento del prelievo.
  9. Portate fogli e colori per disegno per aiutare il bambino a passare il tempo .
  10. Al momento del prelievo entrate con calma e sicurezza, rimanete con calma vicino al bambino, mantenendo i contatto fisico (essergli accanto o tenendogli la mano). Se uno dei genitori sa di essere impressionabile o sa di poter reagire agitandosi, è meglio affidare il bambino al genitore più tranquillo o agli operatori stessi.
  11. Mettete in atto comportamenti che possono ridurre la percezione del dolore e che variano a seconda dell’età
  12. Neonati e Bambini prima infanzia (0-5 anni): Parlate a bassa voce e non fate movimenti bruschi ed improvvisi che li possano spaventare. Attivare stimolazioni sensoriali piacevoli come il cullare, ninnare con canzoncine, carezzare, offrirgli succhiotto o biberon con acqua dolcificata.Distrazione Focalizzare l’attenzione su stimoli diversi dalla puntura, esempio guardare un libricino o cantare una canzone, ecc.
  13. Dai 6 anni in poi: I bambini più grandi potranno essere guidati a respirare profondamente al momento della puntura “contando i respiri che servono per fare il prelievo “. Può essere ricordato un evento piacevole o invitarlo a seguire una fantasia piacevole, aiutandolo con la guida della vostra voce nell’immaginare visivamente nei dettagli un luogo o un evento. E’ molto utile aiutare il bambino a rilassarsi
  14. Adolescenti: Aiutateli rassicurandoli che potranno esprimere ogni loro dubbio al personale sanitario, che risponderà loro con lealtà come ad un adulto. Invitateli a portare con sé libri video giochi per passare il tempo e distrarsi. Aiutate anche i vostri figli a comprendere come si debbano affrontare con decisione le piccole prove di coraggio e che ciò li rende più forti.

Gli esami di laboratorio sono un elemento di supporto per la diagnostica!

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Esami del sangue e patologie intestinali! – Analisi Cliniche Minerva

Le patologie legate alla funzionalità intestinale possono manifestarsi con diversi sintomi.

Tra i più comuni possiamo indicare: stitichezza, meteorismo, diarrea, tensione addominale. Per essere sicuri che questi disturbi non siano la spia di problematiche più severe, è fondamentale rivolgersi al medico ed eventualmente effettuare delle indagini diagnostiche.

Esami del sangue

Attraverso gli esami del sangue abbiamo una prima e immediata indicazione sullo stato della nostra salute. In particolare per quanto riguarda lo stato dell’intestino, i valori a cui prestare attenzione sono l’emocromo e la proteina C reattiva.

L’emocromo può evidenziare la presenza di un’anemia tramite una diminuzione della emoglobina e dei globuli rossi, mentre un aumento della proteina C reattiva può suggerire la presenza di una infiammazione intestinale.

Test per la celiachia

In caso di dolore addominale (addominalgia), diarrea o gonfiore intestinale (meteorismo) può essere indicato sottoporsi al test per la celiachia mediante un semplice esame del sangue.

Il test misura il livello di anticorpi specifici, tra i quali anticorpi anti transglutaminasi (tTGA), anticorpi anti-endomisio (EMA) e anticorpi antigliadina (AGA), nei confronti di una proteine presente nel glutine.

Calprotectina

L’esame prevede la misurazione del livello di calprotectina in un campione di feci. La calprotectina è una proteina presente nei globuli bianchi, in particolare nei neutrofili. Durante un episodio infiammatorio che coinvolge l’intestino i neutrofili rilasciano questa proteina nelle feci.

Esami colturali sulle feci

Si eseguono su campioni di feci che sono sottoposti a valutazioni di tipo microscopico, chimico e microbiologico. In particolare, gli esami colturali rilevano la presenza nelle feci di microrganismi patogeni, come batteri e/o parassiti, associati alle infezioni intestinali.

Gli esami di laboratorio sono un elemento di supporto per la diagnostica!

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Esami del sangue ed Osteoporosi: marker CTX e Metabolismo osseo

Presso il Centro Medico Minerva di Cava de’ Tirreni è possibile effettuare il dosaggio del CTX al fine di utilizzare il valore di questo marker di metabolismo osseo come strumento di screening.

Il CTX (telopeptide C-terminale del collagene di tipo I) è un marker sierico del turnover osseo.

Il CTX-telopeptide è il frammento carbossi-terminale della molecola di collagene, proteina della matrice ossea. Il suo dosaggio, su campione di sangue o urine, serve a monitorare il processo di
formazione e riassorbimento dell’osso.

Valori elevati del CTX indicano che si sta consumando la matrice ossea e in questo caso l’osso non avrà la struttura adatta per la deposizione del calcio e quindi sarà meno resistente e più soggetto a
fratture (osteoporosi).

Viene utilizzato insieme ad altri esami per una valutazione del metabolismo osseo in particolare nello studio dell’osteoporosi, in menopausa, insieme a Osteocalcina, Paratormone (PTH), calcio, fosforo, vitamina D.

Perché misurare i valori di CTX?

Se il dosaggio del CTX risulta più alto rispetto al normale è probabile che sia presente una condizione di osteoporosi con i sintomi tipici di una mancanza di calcio a livello osseo e quindi di
una fragilità ossea che porta a dolore alla schiena, diminuzione della statura, atteggiamento del tronco curvo, frattura spontanea delle vertebre e del polso, rottura del femore.

Gli esami di laboratorio sono un elemento di supporto per la diagnostica!

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