Iperlipidemie e patologie cardiovascolari! Esame del colesterolo totale.

Il colesterolo è una sostanza grassa necessaria al corretto funzionamento dell’organismo: partecipa infatti alla sintesi di alcuni ormoni e della vitamina D ed è un costituente delle membrane delle cellule.

Prodotto dal fegato, può anche essere introdotto con la dieta: è contenuto, per esempio, nei cibi ricchi di grassi animali, come carne, burro, salumi, formaggi, tuorlo dell’uovo, fegato. È invece assente in frutta, verdura e cereali.

Trasporto nel sangue

Il trasporto del colesterolo attraverso il sangue è affidato a una classe particolare di particelle, quella delle lipoproteine.

Patologie Cardiovascolari

Esistono quattro tipi di lipoproteine, classificate in base alla densità, che è inversamente proporzionale alla quantità di colesterolo presente.

Le più importanti per la prevenzione cardiovascolare sono:

LDL, o lipoproteine a bassa densità: trasportano il colesterolo sintetizzato dal fegato alle cellule del corpo
HDL, o lipoproteine ad alta densità: rimuovono il colesterolo in eccesso dai diversi tessuti e lo trasportano nuovamente al fegato, che poi provvede a eliminarlo.

IPERCOLESTEROLEMIA

Effetti sulla salute

Le LDL sono note nel linguaggio comune come “colesterolo cattivo”: quando sono presenti in quantità eccessiva, infatti, tendono a depositarsi sulla parete delle arterie, provocandone ispessimento e indurimento progressivi.

Questo processo, chiamato aterosclerosi, può portare nel tempo alla formazione di vere e proprie placche (o ateromi) che ostacolano il flusso sanguigno, o addirittura lo bloccano del tutto.

Esami di laboratorio!

L’esame di laboratorio per misurare il livello di colesterolo nel sangue (colesterolemia totale), a differenza della maggior parte degli esami clinici, non è utilizzato per accertare (diagnosticare) o monitorare la malattia cardiovascolare ma per stimare il rischio di svilupparla o, se già presente, di andare incontro a complicazioni.

Per questo motivo, il controllo della colesterolemia, assieme alla misurazione della pressione del sangue (pressione arteriosa), all’abitudine al fumo, alla presenza di diabete, può dare indicazioni sulla probabilità (rischio) di sviluppare una malattia cardiovascolare negli anni successivi, vale a dire prima che essa si manifesti realmente. In questo modo, identificando il rischio, è possibile realizzare un’efficace prevenzione.

Contattaci per eseguire e prenotare il tuo esame!

Gli esami di laboratorio sono un elemento di supporto per la diagnostica!

Laboratorio Minerva

Corso Umberto I, 395
84013 – Cava de’ Tirreni (SA)

Prenotazione: 089 464403 – lab.minerva@libero.it

Festa del papà ed esami di prevenzione nell’uomo!

Quando si organizzano eventi di screening e diagnosi precoce spesso si pensa generalmente alla donna, esistono però anche per l’uomo mezzi strumentali e di laboratorio in grado di individuare eventuali patologie vascolari e neoplastiche sin dal loro stadio iniziale.

Festa del papà!

Gli uomini, specialmente i più giovani, sono spesso restii a parlare e preoccuparsi della propria salute.

La prevenzione però è l’unico valido strumento che abbiamo a disposizione per contrastare le malattie che possono interessare ragazzi e uomini di ogni età.

PSA ed altri esami del sangue!

Il tumore alla prostata è tra i più diffusi nella popolazione maschile: se individuato per tempo è altamente guaribile e per questo è consigliabile effettuare, a partire dai 40-50 anni, dei check-up annuali con visita urologica e misurazione del PSA, un antigene che funziona come spia: una variazione evidente dei suoi valori indica che qualcosa non va, che ci possa essere la presenza di una prostatite, ipertrofia prostatica benigna o di un tumore.

Esami del sangue e visite mediche

Esami del sangue: tramite questo esame è possibile controllare lo stato di salute generale del tuo corpo.

Visita cardiologica completa: infarto e ictus colpiscono soprattutto dopo i 50 anni. A partire da questa età è consigliato farsi vedere dal proprio medico di famiglia per la cosiddetta “stratificazione del rischio”, ovvero per stabilire le probabilità di andare incontro a eventi cardiovascolari nei cinque-dieci anni successivi.

Visita oculistica: necessaria per verificare la presenza di difetti della vista, come miopia, ipermetropia o astigmatismo, ma anche per verificare alterazioni della pressione oculare.

Visita otorinolaringoiatra e test audiometrici: per controllare la qualità dell’udito. Oltre il 12% degli italiani soffre di problemi all’udito ma solo il 3% di loro si sottopone a visita.

Autocontrollo dei nei: per la prevenzione del melanoma. Analizzare periodicamente lo stato dei tuoi nei, e verificare se cambiano di forma, colore o se sanguinano. Se la tua pelle è ricca di nei è consigliata anche una visita dermatologica una volta l’anno.

MOC (Mineralometria ossea computerizzata): questo semplice esame serve per verificare la salute delle ossa e prevenire l’insorgenza dell’osteoporosi, una grave malattia che colpisce l’apparato scheletrico.

Screening colon-retto: la ricerca di sangue occulto nelle feci è consigliata sopra i 50 anni, in Italia è attiva inoltre una campagna di screening gratuito. Se associata a colonscopia è in grado di individuare il 75% dei tumori del colon-retto.


Autopalpazione del testicolo: per prevenire il tumore del testicolo, il quale registra in Italia circa 2000 casi ogni anno e colpisce principalmente tra i 25 e i 49 anni, con una frequenza di crescita pari al 45% negli ultimi 30 anni.

Ai controlli medici da fare bisogna aggiungere uno stile di vita sano!

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Essere Donna. Esami del sangue e prevenzione!

Essere donna è il nostro percorso realizzato appositamente per le donne che vogliono eseguire nel corso del tempo degli screening preventivi.

Da tempo ormai nel senso comune è chiaro che per salvaguardare la nostra salute è importante la prevenzione.

Essere donna!

Le Analisi del sangue e gli esami strumentali ci permettono di tenere controllo il nostro stato di salute e di identificare eventuali criticità.

I passaggi dall’adolescenza all’età adulta e poi alla piena maturità femminile sono età cruciali: le buone abitudini si prendono a 20 anni, si mantengono a 30 e si rivelano ancora più preziose a 40. In questo un aiuto ce lo dovrebbe dare anche il medico di base, che conosce la nostra storia clinica e sa bene cosa va controllato e a quale età.

– Donna ed adolescente ( 20 anni)

PAP TEST – questo semplice esame va eseguito per la prima volta, in genere, con l’inizio dell’attività sessuale ma può tranquillamente essere praticato anche in una donna vergine. Si ripete ogni 2-3 anni, a seconda dei risultati. È in grado di individuare precocemente un cancro della cervice uterina, ma anche eventuali infezioni (Candida, Trichomonas, batteri). In caso di risultato dubbio può essere combinato con il test in grado di identificare la presenza del virus HPV, responsabile del cancro della cervice uterina (al momento non indicato come screening generale e per il quale è possibile vaccinarsi). L’effetto cancerogeno del virus si manifesta in genere almeno dieci anni dopo l’infezione.

L’AUTOPALPAZIONE DEL SENO – è una buona abitudine e consente di conoscere la struttura del proprio seno e di individuare precocemente eventuali alterazioni da segnalare al medico. Non sostituisce in nessun caso il controllo periodico con lo specialista.

ESAME PELVICO – Dobbiamo tenere sotto controllo le nostre ovaie, l’utero e il nostro apparato riproduttivo per essere sicure che tutto fili liscio, tenendo d’occhio il possibile presentarsi dell’endometriosi, anche pensando ad una futura maternità

COLESTEROLO – Da ripetere con frequenza indicata dal proprio medico curante se tutto è normale, si controlla grazie a un prelievo con siringa, ma è un esame importante per la nostra salute.

LA VISITA GINECOLOGICA – una donna dovrebbe vedere il proprio ginecologo almeno una volta l’anno. In questo modo può verificare la regolarità del proprio ciclo mestruale, l’assenza di infezioni batteriche o fungine, eseguire gli esami oncologici necessari, programmare una contraccezione adeguata. Il ginecologo è anche in grado di valutare, in base alla storia familiare della paziente, alle sue abitudini di vita e alla sua sessualità l’eventuale rischio oncologico individuale.

LA VISITA SENOLOGICA – spesso per far esaminare il proprio seno è sufficiente il medico di famiglia che, se ha dubbi o preferisce chiedere il parere di un esperto, può indirizzare la donna da uno specialista (chirurgo senologo). Questo è in grado di discriminare le patologie benigne del seno da quelle maligne con l’ausilio dell’ecografia che, in età giovanile, è l’esame di elezione per lo studio del seno. Le donne con forte familiarità (madre e sorelle malate) devono eseguire il test genetico per BRCA 1 e 2. Se fosse positivo bisogna ulteriormente accentuare i controlli (ecografi a semestrale e risonanza magnetica, una tecnica ancora sperimentale, ogni anno).

ESAMI E PERCORSI SUCCESSIVI

ESAMI PER LA TIROIDE – Cominciate a fare i test intorno ai 35 anni per controllare che non ci siano anomalie di funzionamento

PRESSIONE – È bene sapere qual è l’andamento della nostra pressione, quindi controlliamola di tanto in tanto

ESAMI GINECOLOGICI – Dobbiamo continuare gli esami ginecologici che facevamo già a 20 anni e seguire le indicazioni precise del nostro ginecologo

MAMMOGRAFIA – Da fare una volta l’anno per avere sempre la nostra situazione ben chiara e prevenire le malattie. La visita dalla ginecologa è particolarmente importante man mano che ci si avvicina alla menopausa

MOC – Le donne sono particolarmente soggette all’osteoporosi e per questo è necessario fare un check up dello stato di salute delle nostre ossa

COLONOSCOPIA – Serve per controllare l’eventuale insorgenza di un tumore intestinale ed è molto importante fare questo esame con regolarità

Presso il nostro laboratorio è possibile eseguire su consiglio medico esami diagnostici e di screening.

Puoi richiedere maggiori informazioni prenotando allo 089.464403

TEST HIV – VIRUS Analisi Cliniche Minerva

L’infezione da HIV (human immunodeficiency virus, virus dell’immunodeficienza umana) ha un andamento cronico, può non creare disturbi (essere asintomatica) per molti anni ed essere scoperta solo eseguendo il test specifico.

HIV test

In particolare, l’accertamento (diagnosi) dell’infezione da HIV si effettua mediante la ricerca nel sangue degli anticorpi specifici e dell’antigene denominato p24.

La misura della quantità di virus circolante nel sangue (viremia-carica virale), invece, è principalmente effettuata per seguire nel tempo (monitoraggio) l’andamento dell’infezione.

Per evitare di contagiare altre persone e per iniziare prima possibile le cure necessarie, è indispensabile che chiunque abbia avuto comportamenti potenzialmente a rischio di infezione effettui il test HIV nelle modalità raccomandate dal Ministero della Salute.

Quando si programma una gravidanza, o all’inizio del periodo di gestazione, è raccomandato eseguire il test HIV in modo da poter mettere in atto, qualora l’esito risultasse positivo, tutte le procedure possibili per ridurre il rischio di trasmissione del virus dalla madre al bambino (leggi la Bufala).

La legge n.135 del 1990 prevede espressamente che il test per la ricerca degli anticorpi anti HIV sia sempre effettuato nel rispetto delle garanzie di confidenzialità e riservatezza dei dati sanitari. Il decreto legislativo n.124 del 29 aprile 1998, richiamato anche nell’intesa tra stato, regioni e province autonome del 27 luglio 2011, all’art. 5, punto b, sottolinea la gratuità del test per la ricerca degli anticorpi anti HIV.

Il test si può eseguire negli ospedali o nei laboratori dei centri diagnostici, pubblici o privati, che siano autorizzati ad effettuarlo. È opportuno che, prima di sottoporvisi e al momeno della consegna del risultato, sia effettuato un colloquio informativo (counselling) sulle modalità di trasmissione e sulle possibilità di accertamento dell’infezione da HIV e delle infezioni sessualmente trasmesse (IST) da parte di personale sanitario adeguatamente formato.

Per maggiori e più approfondite informazioni, nonché per sapere se, quando e dove effettuare il test, ci si può rivolgere al proprio medico curante oppure al Telefono Verde AIDS e IST dell’Istituto Superiore di Sanità/Ministero della Salute (800861061), ai Servizi della ReTe AIDS, al sito Uniti contro l’AIDS nonché, più in generale, ai servizi informativi delle strutture pubbliche e delle organizzazioni non governative.

Le strutture dove fare il test HIV sul territorio italiano sono elencate presso il sito di Uniti contro l’AIDS.

Coprocoltura, esame delle feci! Analisi Cliniche Minerva

La coprocoltura, o coltura delle feci, può essere richiesta dal medico quando una persona lamenta disturbi (sintomi) quali diarrea, crampi addominali, nausea e/o vomito gravi o che durano per più giorni.

Analisi Cliniche

La coprocoltura serve a identificare la presenza, all’interno dell’intestino, di microrganismi diversi da quelli normalmente presenti (flora batterica) perché in grado di provocare una malattia (germi patogeni).

Per eseguire l’esame è richiesto un campione di feci fresco portato in laboratorio entro 2 ore dalla raccolta e non è necessaria alcuna preparazione particolare.

Le cause di infezione gastrointestinale sono molte e non solo causate da batteri: la coprocoltura, quindi, può essere richiesta in combinazione con altre analisi per esaminare contemporaneamente virus, batteri, funghi (miceti) e parassiti, comuni cause di infezioni gastrointestinali.

In molti casi le infezioni si risolvono spontaneamente, senza bisogno di alcuna cura specifica; in altri casi, è necessario eseguire la coprocoltura per identificarne la causa e scegliere la cura più adatta ad eliminare il microorganismo responsabile dei disturbi.

I batteri responsabili delle malattie (batteri patogeni) possono essere introdotti nel nostro organismo attraverso il consumo di cibo o bevande contaminate.

Esempi di fonti che possono essere infettate includono:

  • uova
  • pollame e carne crudi o poco cotti
  • Latte non pastorizzato
  • acqua non adeguatamente controllata o resa potabile proveniente da corsi d’acqua o acquedotti

Anche i viaggi, particolarmente se effettuati nelle nazioni in via di sviluppo, possono aumentare il rischio di essere colpiti da infezioni gastrointestinali. Alcuni batteri, che vivono in equilibrio con l’organismo degli abitanti locali e non causano loro malattie, possono determinare disturbi gastrointestinali violenti nell’organismo del turista che non è abituato ad affrontarli. Quando si viaggia in queste aree, è buona norma evitare di bere acqua dal rubinetto, non utilizzare cubetti di ghiaccio e non mangiare cibi crudi come, ad esempio, le insalate o la frutta.

I segnali più comuni di un’infezione batterica sono: diarrea prolungata, presenza di muco o sangue nelle feci, dolori addominali e nausea. Se la diarrea persiste nel tempo può causare disidratazione e squilibrio elettrolitico, situazioni pericolose soprattutto per i bambini e gli anziani. La disidratazione può provocare disturbi (sintomi) come febbre, secchezza della pelle, stanchezza e stordimento.

Nei casi più gravi può essere necessario il ricovero in ospedale per reintrodurre i liquidi e gli elettroliti persi.

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Prenotazione: 089 464403 – lab.minerva@libero.it

Bilirubina ed analisi del sangue

La bilirubina è una sostanza di colore giallo-rossastro (da cui il nome) e costituisce il principale componente della bile (liquido, prodotto dal fegato e accumulato nella cistifellea, che interviene nei processi digestivi).

Bilirubina ed analisi del sangue

La produzione di bilirubina è principalmente legata (80%) al processo di distruzione di una proteina, l’emoglobina, presente all’interno dei globuli rossi con la funzione di trasportare l’ossigeno a tutti i tessuti del corpo, oppure alla degradazione di altre proteine.

Il primo passo del suo smaltimento è compiuto nella milza, dove la bilirubina è prodotta per poi essere riversata nella bile. In questa fase la bilirubina è definita indiretta (o non coniugata), perché non è ancora solubile in acqua e non ha le caratteristiche adatte per poter essere eliminata attraverso le feci. Deve, pertanto, legarsi ad un’altra proteina presente nel sangue, l’albumina, per essere trasportata al fegato. Una volta giunta nel fegato, la bilirubina è coniugata con due molecole di un’altra sostanza, l’acido glucuronico, diventando così solubile e rendendo, quindi, possibile la sua escrezione nella bile.

In seguito al suo legame con l’acido glucuronico, la bilirubina viene definita diretta (o coniugata).

I valori della bilirubina nel sangue tendono ad innalzarsi quando vi sono dei problemi a livello della milza, del fegato o se ci sono ostruzioni (ad esempio calcoli) nella colecisti che le impediscono di svuotare la bile oppure se il processo di distruzione dei globuli rossi avviene troppo velocemente.

Anisocitosi: Analisi Cliniche Minerva

L’anisocitosi è caratterizzata dalla variabilità delle dimensioni dei globuli rossi (eritrociti, RBC) circolanti nel sangue periferico e dalla loro diversità. È indice di alcune forme di anemia o emoglobinopatie.

Laboratorio

Le cause dell’anisocitosi sono diverse e possono essere sia di tipo fisiologico che derivate da malattie. Le cause di origine fisiologica comprendono alcune carenze di minerali, vitamine, folati oppure un ridotto apporto proteico nella dieta.

Oltre alla carenza di nutrienti, l’anisocitosi può anche essere causata da una serie di malattie più o meno gravi.

Si distinguono due tipi di anisocitosi:

– anisocitosi microcitica
– anisocitosi macrocitica

Nell’anisocitosi microcitica, i globuli rossi sono più piccoli del normale (microcitosi) e non riescono a trasportare abbastanza ossigeno in tutto il corpo; tale condizione si presenta nelle anemie da carenza di ferro e in alcune malattie genetiche del sangue come la talassemia.

Nell’anisocitosi macrocitica, i globuli rossi sono invece più grandi del normale (macrocitosi) e presentano a volte un volume eccessivo; la causa può essere legata ad una carenza di una o più vitamine, folati (vitamine del gruppo B) oppure ad una malattia del fegato.

EMOCROMO COMPLETO

L’esame che misura l’ampiezza di distribuzione dei globuli rossi è il RDW (dall’inglese red blood cell distribution width). Il test RDW fa parte dell’analisi chiamata emocromo completo (CBC) che misura diversi componenti del sangue tra cui i globuli rossi.

Questo test viene utilizzato per accertare una serie di malattie caratterizzate da anisocitosi quali ad esempio: la talassemia (malattia ereditaria caratterizzata, nella forma grave, da una forte anemia), l’anemia falciforme, le malattie cardiovascolari, la sindrome mielodisplastica, la malattia epatica cronica, i disturbi della tiroide, l’infiammazione e il cancro.

RDW sono solitamente combinati con altre misurazioni del sangue (emocromo completo, CBC) che consentono di avere un quadro più completo dello stato dei globuli rossi e di accertare una varietà di condizioni tra cui:

– carenza di ferro
– diversi tipi di anemia
– talassemia
– anemia falciforme
– malattia epatica cronica
– malattie renali

È importante informare il medico se si stanno assumendo farmaci, se si hanno altri disturbi (sintomi) e il tipo di alimentazione seguita. In ogni caso, la lettura e l’interpretazione dei risultati deve essere eseguita dal medico curante e/o dallo specialista (ematologo).

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Iperuricemia, gotta e calcolosi renale (acido urico)

L’uricemia è la misurazione della concentrazione di acido urico nel sangue.

Prelievo Sangue

L’acido urico è il prodotto terminale di trasformazione (metabolismo) delle purine, le molecole (basi azotate) che costituiscono gli acidi nucleici (DNA, RNA).

Le purine (adenina e guanina) vengono prodotte per la maggior parte all’interno del corpo umano attraverso il rinnovamento cellulare, mentre una minima parte proviene da determinati alimenti introdotti con la dieta.

Le purine in eccesso vengono eliminate dai reni tramite le urine e la restante parte attraverso le feci, sempre sotto forma di acido urico.

Iper-uricemia

Un aumento della concentrazione di acido urico nel sangue (iper-uricemia) può essere causato dalla sua sovrapproduzione nel corpo o da una diminuita capacità del rene di eliminarlo con le urine.

La causa della sovrapproduzione di acido urico può essere dovuta a un aumento della morte cellulare a seguito di chemioterapia e radioterapia o ad alterazioni genetiche presenti alla nascita (congenite) che influenzano il metabolismo delle purine. È questo il caso di malattie metaboliche come la gotta, un’infiammazione che si verifica quando i cristalli derivati dall’acido urico si formano nel liquido che si trova nelle articolazioni.

La diminuzione dell’eliminazione di acido urico può essere causata da una malattia renale persistente nel tempo (cronica), da alcolismo o da preeclampsia (gestosi).

Bassi livelli di acido urico nel sangue sono molto meno frequenti e raramente sono causa di preoccupazione. Sebbene valori bassi possano essere associati ad alcune malattie del fegato e dei reni (la malattia di Wilson e la sindrome di Fanconi).

Quando effettuare l’esame

Il medico prescrive l’esame dell’uricemia in caso di:

– dolori articolari o altri disturbi associati, o causati, dalla gotta;
– chemioterapia o radioterapia, per verificare i livelli di acido urico;
– calcoli renali ripetuti o a rischio di formazione, donne in gravidanza, per valutare un’eventuale preeclampsia.

Come viene eseguito il test

L’esame dell’uricemia si esegue con un semplice prelievo di sangue effettuato inserendo un ago in una vena del braccio. Non necessita di una preparazione particolare, è sufficiente essere a digiuno da almeno 8-10 ore.

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Ves, che cos’è la velocità di eritrosedimentazione. Analisi Cliniche Minerva

Con il termine VES si indica la velocità di eritrosedimentazione (velocità di sedimentazione degli globuli rossi, detti eritrociti, presenti nel sangue). 

VES – Velocità di sedimentazione

Il test misura il tempo impiegato dai globuli rossi per separarsi dalla parte liquida del sangue (il plasma) e depositarsi sul fondo di una provetta. 

Il risultato è calcolato in millimetri di plasma presenti nella parte superiore della provetta dopo un’ora.

L’esame è utile per individuare la presenza di un’infiammazione e, pur essendo poco specifico e poco sensibile, poiché non dà indicazioni precise sulla malattia che ha provocato l’infiammazione, è molto utilizzato, soprattutto perché economico e di facile esecuzione. In genere è prescritto insieme ad altri test come l’esame della proteina C-reattiva (PCR) o delle mucoproteine.

La VES può essere raccomandata dal medico in diversi casi:

  • quando sospetti la presenza di un’infiammazione o di un’infezione: ad esempio, qualora un individuo tenda ad ammalarsi spesso, a causa di un abbassamento delle difese immunitarie, e abbia disturbi (sintomi) associati alle infiammazioni come la faringite, l’otite, la bronchite, o febbre che si ripete nel tempo (ricorrente)
  • quando una persona accusi disturbi (sintomi) che possano essere associati a malattie come l’artrite transitoria, la polimialgia reumatica, la vasculite sistemica o l’artite reumatoide. 

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Esame della Bilirubina e patologie epatiche – Analisi Minerva

La bilirubina è una sostanza di colore giallo-rossastro (da cui il nome) e costituisce il principale componente della bile (liquido, prodotto dal fegato e accumulato nella cistifellea, che interviene nei processi digestivi).

Esame diagnostico

La produzione di bilirubina è principalmente legata (80%) al processo di distruzione di una proteina, l’emoglobina, presente all’interno dei globuli rossi con la funzione di trasportare l’ossigeno a tutti i tessuti del corpo, oppure alla degradazione di altre proteine.

Il primo passo del suo smaltimento è compiuto nella milza, dove la bilirubina è prodotta per poi essere riversata nella bile.

In questa fase la bilirubina è definita indiretta (o non coniugata), perché non è ancora solubile in acqua e non ha le caratteristiche adatte per poter essere eliminata attraverso le feci.

Deve, pertanto, legarsi ad un’altra proteina presente nel sangue, l’albumina, per essere trasportata al fegato.

Una volta giunta nel fegato, la bilirubina è coniugata con due molecole di un’altra sostanza, l’acido glucuronico, diventando così solubile e rendendo, quindi, possibile la sua escrezione nella bile.

In seguito al suo legame con l’acido glucuronico, la bilirubina viene definita diretta (o coniugata).

VALORI NEL SANGUE

I valori della bilirubina nel sangue tendono ad innalzarsi quando vi sono dei problemi a livello della milza, del fegato o se ci sono ostruzioni (ad esempio calcoli) nella colecisti che le impediscono di svuotare la bile oppure se il processo di distruzione dei globuli rossi avviene troppo velocemente.

Il TEST

La bilirubina si misura prelevando una piccola quantità di sangue, attraverso un ago inserito in una vena del braccio, e analizzandola. Nei neonati il sangue è prelevato dal tallone. Il digiuno prima di eseguire l’esame non è necessario ma, spesso, nei laboratori di analisi è comunque richiesto.

Il risultato dell’esame consegnato dal laboratorio di analisi fornisce i valori della bilirubina totale, di quella diretta e di quella indiretta.

A cosa serve conoscere il valore di questo esame?

L’esame (test) può essere prescritto nell’ambito di un normale controllo (controllo di routine) ma è richiesto, soprattutto, in caso di:

  • presenza di ittero (il cui segno evidente è il colore giallastro della pelle e della parte bianca degli occhi)
  • alcolismo
  • sospetta tossicità di farmaci
  • sospetto di epatite o di altre forme di danno epatico

Il test è, inoltre, utile per:

  • monitorare la progressione di particolari malattie del fegato, come ad esempio le epatiti
  • valutare la tossicità di un farmaco
  • capire se i dotti biliari sono ostruiti, ad esempio, da calcoli della colecisti
  • valutare una eventuale anemia emolitica

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