di Anna Longanella
La coprocoltura, o coltura delle feci, può essere richiesta dal medico quando una persona lamenta disturbi (sintomi) quali diarrea, crampi addominali, nausea e/o vomito gravi o che durano per più giorni.

La coprocoltura serve a identificare la presenza, all’interno dell’intestino, di microrganismi diversi da quellip normalmente presenti (flora batterica) perché in grado di provocare una malattia (germi patogeni).
Per eseguire l’esame è richiesto un campione di feci fresco portato in laboratorio entro 2 ore dalla raccolta e non è necessaria alcuna preparazione particolare.
Le cause di infezione gastrointestinale sono molte e non solo causate da batteri: la coprocoltura, quindi, può essere richiesta in combinazione con altre analisi per esaminare contemporaneamente virus, batteri, funghi (miceti) e parassiti, comuni cause di infezioni gastrointestinali.
In molti casi le infezioni si risolvono spontaneamente, senza bisogno di alcuna cura specifica; in altri casi, è necessario eseguire la coprocoltura per identificarne la causa e scegliere la cura più adatta ad eliminare il microorganismo responsabile dei disturbi.
I batteri responsabili delle malattie (batteri patogeni) possono essere introdotti nel nostro organismo attraverso il consumo di cibo o bevande contaminate.
Esempi di fonti che possono essere infettate includono:
- uova
- pollame e carne crudi o poco cotti
- Latte non pastorizzato
- acqua non adeguatamente controllata o resa potabile proveniente da corsi d’acqua o acquedotti
Anche i viaggi, particolarmente se effettuati nelle nazioni in via di sviluppo, possono aumentare il rischio di essere colpiti da infezioni gastrointestinali. Alcuni batteri, che vivono in equilibrio con l’organismo degli abitanti locali e non causano loro malattie, possono determinare disturbi gastrointestinali violenti nell’organismo del turista che non è abituato ad affrontarli. Quando si viaggia in queste aree, è buona norma evitare di bere acqua dal rubinetto, non utilizzare cubetti di ghiaccio e non mangiare cibi crudi come, ad esempio, le insalate o la frutta.
I segnali più comuni di un’infezione batterica sono: diarrea prolungata, presenza di muco o sangue nelle feci, dolori addominali e nausea. Se la diarrea persiste nel tempo può causare disidratazione e squilibrio elettrolitico, situazioni pericolose soprattutto per i bambini e gli anziani. La disidratazione può provocare disturbi (sintomi) come febbre, secchezza della pelle, stanchezza e stordimento.
Nei casi più gravi può essere necessario il ricovero in ospedale per reintrodurre i liquidi e gli elettroliti persi.
La prevenzione è la chiave per una vita sana!
Non esitare a contattare il tuo medico di fiducia per informazioni sugli esami e le visite di prevenzione più adatte a te.
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